giovedì 22 marzo 2012

Il valore del silenzio e delle parole




Quando uno non ha niente da dire stia zitto.
Ottimo suggerimento, soprattutto per uno come me che nella vita, troppe volte, ha parlato troppo. E così ho pensato che fosse meglio stare zitti per qualche tempo.
Al punto che ho perso la voglia e il gusto di parlare o, se preferite, di scrivere e di dire la mia quando la cosa era diventata ormai un'abitudine irrinunciabile.
Non è che ci sia un perché, non è che ci sia un motivo. A chi fa questo mestiere capita e basta. Subentrano nuovi incarichi, ti capita di dover cambiare l'ordine delle tue priorità anche se, magari, non ne hai alcuna voglia né intenzione. E quando l'ordine delle priorità cambia di nuovo, e puoi riprendere a fare le cose che ami scopri di avere dei problemi.
Per che IL PROBLEMA, se mai, è proprio riprendere: le distrazioni, buone e cattive, ti portano in altre direzioni e finiscono per farti perdere il gusto della normalità e di quelli che dovrebbero essere i valori che hai, le piccole cose che ti sei conquistato.
Così, dal 28 settembre scorso, ho deciso di non scrivere più il mio blog su Eurosport che durava da tre anni e mezzo e 845 post. E l'ho fatto senza salutare né spiegare, così, dall'oggi al domani: è semplicemente accaduto perché non avevo più voglia di scrivere. Forse perché quel blog era diventato un lavoro (l'ho spiegato già qui)e non un passatempo, e così ho deciso che era il momento di smettere di passare il mio tempo piacevolmente per cominciare a lavorare, più o meno sul serio, su altre urgenze.
Non si può scrivere con il guinzaglio, e nemmeno con la rete di sicurezza.
Io mi esprimo di pancia, da sempre. Sia quando parlo che quando scrivo.
Scrivo quello che mi passa per la testa, spesso nel momento stesso in cui il pensiero che sto già scrivendo mi ha sfiorato il cervello: a volte è un bene, altre un male. Chi mi paga lo sa, e ne paga anche il rischio. Perché la necessità di doversi giustificare di fronte a quello che penso, e di conseguenza che scrivo, è molto... molto probabile con un personaggio come me.
Cos'è cambiato dal 28 settembre scorso? Assolutamente nulla: non è che la voglia di scrivere mi sia improvvisamente tornata. Anzi...
E non che la lista di priorità oggi mi conceda chissà quali agi.
Il mio sito, questo, è rimasto vuoto e povero di contenuti e non vive certo dei contatti che crea. E', credo, l'unico posto nel quale mi permetto di essere sempre me stesso: senza alcun filtro. Qui scrivo solo ed esclusivamente per me.
Come qui, (L'Osservatore Sportivo), un sito che ho creato un po' per ingannare il tempo e un po' per giustificarmi di fronte all'ingiustificabile: ma sembra un aborto più che un neonato.
Se questo non basta un mese fa alcune persone hanno fatto irruzione in casa mia portandosi via tutto, ma proprio tutto, quello che era il mio lavoro: pc, portatili vecchi e nuovi, hard-disk, telecamere, memorie, racconti pubblicati, storie scritte e finite ma non pubblicate, altre appena abbozzate, tutti gli articoli e gli appunti che conservavo in modo maniacale e geloso.
Tutto il lavoro degli ultimi anni e un pezzo molto abbondante della mia vita.
Chiamali ladri, 'sti bastardi. Ma io li chiamo un messaggio del destino: ad alcuni farebbe dire.... "è destino, si vede che devi proprio mollare il colpo"
A me è stato invece come se una voce, antipatica e gracchiante, nel retrobottega del mio cervello dicesse... "Non scrivi? Non fai quello che devi? Non ti esprimi per quello che sei? E allora di queste cose non hai bisogno: che le tieni a fare? Te le prendiamo noi e le vendiamo al mercatino San Donato".
In questi giorni, da più parti e da più persone, mi sento dire magari per caso, magari perché si sono messi tutti d'accordo, che si deve andare avanti e che da qualche parte bisogna pur cominciare.
Non so da che parte andare in effetti, e non ho ben chiara la direzione da prendere: ma stare fermi non si può. E' incoerente, è codardo.
Andrò avanti e comincio da qui.
Ora.
E speriamo che duri.

5 commenti:

  1. Bellissimo post Stefano...un viandante della Wildland forse all'inizio naviga "in un mare di nebbia", ma prima o poi un paesaggio ispirato e una terra fertile li trova...l'importante è mettersi in cammino!
    Tommy
    tommydalsanto.blogspot.it

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  2. Certo questo furto proprio non ci voleva, soprattutto ora che eri in fase di ripresa.
    Spero tu abbia fatto denuncia e si possa ritrovare il maltolto.....te lo auguro con tutto il cuore. Che si debba andare avanti e ricominciare è ovvio, lo sai tu per primo, anche se suona retorico. Non sono d'accordo con la voce, secondo me ti stai giudicando in maniera troppo severa. In questo periodo difficile che stai ancora attraversando non ti sentivi di scrivere, di fare quello che facevi di solito non certo per tua colpa. Non prenderla come una punizione! Di quelle cose hai e avrai sempre bisogno, deve solo passare questo brutto momento. Intanto mi fa piacere che hai ripreso il blog. Il consiglio che ti posso dare è di ricominciare seguendo poche cose, quelle che oltre al tuo lavoro ti piacciono in modo particolare e sai a cosa mi riferisco. Canalizza....tanto non ti preoccupare che piano piano, senza neanche accorgertene riallargherai la cerchia dei tuoi interessi.
    Beh, mo' parlamo de cose serie..... Io sarò a Roma e Milano per Raw, come già sai. Spero tanto di incontrarti. Mi conviene cercarti all'ingresso Accrediti stampa o vuoi suggerirmi tu un punto diverso? Tieni presente che non sono sono in platea....Ti abbraccio forte.
    P.S.: Mi sono dilungato un po', ma pure tu mica scherzi!

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  3. To seguivo assiduamente sul vecchio blog; poi ti ho 'cercato', avendo capito che avevi abbandonato di punto in bianco; da qualche tempo ti leggo abitualmente qui; non credo di aver mai commentato, perché ho avuto fin da subito l'impressione che questo fosse uno spazio molto 'privato', che rispondesse soprattutto ad esigenze 'personali', più che di comunicazione... Che poi, hai ragione, il blog se uno non ci sta attento può diventare un assillo, un qualcosa che uno si sente 'in dovere' di aggiornare. Invece alla fine il blog (almeno come lo intendo io), può rispondere a tante esigenze (comunicazione con gli altri, ma dopotutto anche con sé stessi, in una sorta di 'autoanalisi'), ma tutte legate ai propri ritmi e ai propri tempi. Non può diventare un 'obbligo', l'ennesimo 'appuntamento fisso' in una vita che per molti è già scandita dalle stesse scadenze, abitudini, costanti. Che almeno il blog sia uno spazio all'insegna del 'se, come e quando ci pare', insomma... ;-) A parte tutto, bentornato!

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  4. "Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio".
    (Samuel Beckett)
    Non si molla, mai. Forza!!

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  5. E' bello leggerto caro Stefano!
    Ti ho conosciuto ad Antennatre insieme al grande Maurizio Mosca, alla trasmissione Di qua o di là...ricordi? Ti ho conosciuto come giornalista sportivo e ti leggo sulle pagine di Eurosport. E' bello vedere e apprendere che comunque sempre dietro una facciata c'è un cuore e c'è dell'altro: è bello così perchè in un mondo che spesso sembra andare alla rovescia, tu sei capace di fermarti e apprezzare anche una frase di tuo figlio che ti dice che i jeans forse servono più a te o ad apprezzare le fusa di un gattino trovato in legnaia.

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